Quattro passi in giro -2: Il mare dell’Ibleo

 

A me il mare piace sempre, anche d’inverno, a tu per tu e in compagnia. Una passeggiata sul lungomare di Marina di Ragusa, tra le stradine e in piazza, accodandosi allo “struscio” dei ragusani o per fare shopping.
Senza dimenticarsi di Punta Secca, casa e spiaggia, formato Montalbano, lui «di persona, personalmente».
La lunga spiaggia di Donnalucata vale più di una visita. E poi con quel suo bel nome, sonante. Si dice che ci fosse una sorgente dedicata a Demetra, la dea delle messi, che sulla spiaggia i Fenici organizzassero un mercato di schiavi e che si trovasse in una delle zone di raccolta del corallo.
Il bel nome deriva dall’arabo Ayn-Al-Awqat, ovvero fonte delle ore. Perché? Al Idris racconta che la fonte sgorgava cinque volte al giorno, in corrispondenza con le cinque preghiere del musulmano.
Sta di fatto, per un contrappasso della storia, che proprio qui Ruggero d’Altavilla, nel 1091 sconfigge in una grande battaglia i saraceni, grazie anche all’aiuto della Madonna delle Milizie. La statua di questa Maria armata si trova nella chiesa madre di Scicli.
Ogni anno, l’ultimo sabato di maggio, si svolge la sacra rappresentazione.
Se andate a Donnalucata, vi suggerisco un bel posto per mangiare. È il Consiglio di Sicilia. Andateci a nome mio.
C’erano una volta i fiumi in Sicilia ed erano anche navigabili. Un’idea di cosa potessero essere te la offre la foce dell’Irminio. Visitare la Riserva Naturale Macchia Foresta dell’Irminio è come entrare in punta di piedi in un quadro, in una scena d’altri tempi.

Ciccio Sultano
mente pratica

foto Marco Zanella